Alberto Perini
Il blu, il rosso, il giallo,
il giorno, la sera:
illusione o realtà?
il giorno, la sera:
illusione o realtà?
|
Una solitudine metafisica, spirituale e quasi stoica, la stessa che circonda l’uomo con la bombetta nei quadri di Renè Magritte, è l’atmosfera che ritroviamo nelle vaste campiture delle opere di Alberto Perini.
Il blu, il rosso, il giallo, segni inconfondibili per individuare questo giovane artista che delle sue mille variazioni ha fatto una ragione di vita e poi una vera e propria esperienza artistica. Enormi distese blu in cui si distinguono appena qualche vela bianca o un atollo che scompare a perdita d’occhio, o ancora campi di papaveri in cui emerge come unica presenza un albero solitario o un cespuglio di fogliame in una natura surreale dai colori plastificati, nature morte con sfondo marino, crepuscoli da sogno con tonalità che letteralmente ti ipnotizzano: questi sono i soggetti principali di questo giovane artista. Perini ha messo a punto una tecnica personale in cui le sovrapposizioni di toni ed i tagli prospettici servono ad ideare un mondo immaginario che si spinge al di là dei limiti spazio-tempo, in una dimensione di quiete assoluta. Le opere dell’artista ci presentano un mondo che si propone di essere più vero del mondo stesso. Un ipotetico viaggio, interminabile, che appare come fonte continua di ispirazione. La sua pittura manifesta un momento di lucidità, o di genio, in cui il potere della mente si dischiara rivelando il mistero di cose che appaiono fino a quel momento familiari e trasfigurandole in fantastiche ed irreali. Tutti i suoi lavori hanno a che fare con una sorta di ideale “spostamento” come se la sua identità di artista volesse continuamente fuggire attraverso luoghi incontaminati. Una pittura semplice fatta di ingenuità apparente, come frutto di una conquista instancabile: arrivare all’ombra di quell’unico albero in mezzo ad una distesa interminabile di verde. Un orizzonte circolare che consente a Perini il movimento e la ricerca. Una dilatazione che va nel futuro, intravedendo spazi di scoperta, viaggi in terre incognite. Ritornando al nostro confronto iniziale fra l’arte di questo neoinventore e quella di Magritte, per entrambi l’ambiguità dell’immagine suggerisce che nel confronto fra spazio reale ed illusione spaziale c’è qualcosa di inconciliabile. Guardando una di queste marine sconfinate leggiamo che l’artista in una singola immagine definisce tutta la complessità dell’arte moderna. Quella complessità che ha condotto alla svalutazione dell’imitazione della natura tout court ed alla premessa per un nuovo dipingere della reinvenzione di un'altra natura. Una nuova realtà che trascende i limiti dell’esperienza. Che dire poi del Perini uomo? I critici parlano sempre dell’arte e mai della persona. Quando conosciamo gli artisti spesse volte odiamo le loro opere, perché la diversità dell’uomo-opera è troppo palese. Perini c’è sempre in ogni sua opera, o dietro ad un albero o sotto la collina. Non ha bisogno di cellulare per comunicarci la sua presenza. Le sue opere rispecchiano il suo animo puro e incontaminato, la serietà del suo lavoro. E tutto il resto è illusione…….. |







































