| Una scelta né casuale né povera, semmai una concreta figurazione dell’animo, sentimentale e programmatica verso l’imprevedibile.
La pittura di Claudio Massucco si posa e si svincola sulla tela come una velocissima corsa,bagna di colore e ottiene stesure magre, talvolta trasparenti e talvolta materiche, peregrinanti e inquiete senza mai anticipare le intenzioni di quella che potrebbe essere una pittura banale. Tutto sembra cambiare repentinamente, tutto ribalta in un procedimento che è fatto di piacevoli impronte che segnano un processo creativo,senza fare nomi, fatto di “illustri influenze”.
Gesti carichi di ombre e di luci,di pensieri che si accavallano e sfociano in una piacevole pittura di azione. |
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Massucco la sente propria come una fuga attraverso il colore e la superficie dove stende le sue sensazioni,la certezza è il fondamento di quella pittura che lo accompagna anche nei momenti difficili.
Segni, tante tracce che sono la necessità di ricondurre qualcosa che fa eccezione all’interno della normalità: un puro sentimento tipico dell’’action painting che si imprigiona.Ogni opera di questo artista rappresenta un piccolo diario fatto di emozioni,densità di pensieri, motivi profondi, pennellate dirette, esigenze di far sentire viva la pittura.
E su tutto questo ci si mette il tempo, che si affaccia su ognuna delle opere, quasi a voler far transitare la possibile verità che potrebbe emergere dalla materia, dai grumi di colore,dai segni che la attraversano indelebilmente.
Il tempo che si incastra tra una fessura e l’altra del colore, come un accadimento che ha toccato il pittore,ciascuno dei quali trattiene memoria del precedente e senza mai essere identico a quello trascorso.
Massucco fa della sua ricerca un’unione con quel “tempo che rammenta gli eventi’” cresciuti in sequenza ritmica e intervallati da una piccola pausa decifrabile come una pennellata. |
| Il profilo artistico di uno dei più ricercati artisti del nostro tempo che ferma con tocchi di memoria
Claudio Massucco è nato a Vigone nel 1961, dove vive e lavora.
Autodidatta acculturato, con la passione per il restauro di vecchie auto ed un’attività che lo vede ancora impegnato creativamente in questo settore, ha iniziato giovanissimo a dedicarsi alla pittura. Gli inizi sono, naturalmente, di stampo accademico: grande ricerca in ordine al disegno, studio dei Maestri del passato, attenta analisi sulle teorie ed uso dei colori introdotte da Goethe che, attenuando l’aspetto scientifico dei fondamenti estetici di Newton, legittimerà pienamente il fattore soggettivo della visione. Quel fattore evidente in ogni opera di Massucco il quale afferma: "Il creare, per me, è vivere ogni giorno immagazzinando sensazioni ed emozioni da quello che vedo, ascolto e sento. Da qui parte l'impulso a tracciare queste percezioni, e il procedere è sempre molto imprevisto.
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Il suo linguaggio si fonda sull'uso di colori violenti e, a volte, innaturali; sulla proposizione di linee spezzate, a volte morbide, a volte dure e spigolose
Non applica le leggi della prospettiva, non cerca di dare l'illusione del volume e della profondità: colori e linee sono sufficienti a comunicare con impetuoso personalismo la visione, a volte drammatica, a volte pessimistica, ma a tratti anche gioiosa, che Massucco ha del mondo e della società in cui viviamo.
Una visione già evidente nelle sue primissime opere di matrice realista, maturata in seguito nell'ambito di quello che oggi si definisce espressionismo astratto con azioni che diventano la rappresentazione di una visione che elimina la visione esteriore.
L'adesione ad una matrice realista è comunque riscontrabile anche in quelle opere dove l'informale appare assoluto.
L'artista sembra ricercare punti fermi anche quando le linee caotiche e violente tendono a smarrire ogni definizione della struttura, nascono nuovi equilibri di rapporti e armonie di ritmo, costanti attraverso le quali recupera la forma e le attribuisce nuovi valori anche se, per lui, l’atto del dipingere diventa più importante del soggetto ritratto e cerca di dare libero sfogo alle naturali emozioni |
| Quasi una magica combinazione che, intervenendo con colori su ogni tipo di supporto -ferro, legno, vetro e materiali diversi assemblati- plasma una creazione momento per momento”.
Così lavori come “Semilibertà”, “La città dorme”, “Segnali di vita” o “Tempo scaduto”, oltre a richiamarsi nella nuova ed attualissima linea a leggi scientifiche e stati d’animo romanticamente espressionisti (due scuole apparentemente diverse ma sostanzialmente uguali nel procedere dal sé) rivelano in tutta la loro generosità esecutiva una capacità di comunicazione particolarmente piacevole e sorprendente, quasi musicale.
Action painting , slancio vitale bergsoniano, astrattismo denunciano, ad un primo impatto, l’enfatizzazione dell'atto fisico della sua pittura.
Abbinato però alla propensione dell’artista a privilegiare, esasperandolo, il dato emotivo della realtà, che egli coglie e ferma attimo per attimo, rispetto a quello percepibile oggettivamente. |
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Il tutto nel tentativo di trasportare lo spettatore in un’unione mentale e fisica con la sua arte attraverso tele solitamente di grandi dimensioni, popolate anche da collage fotografici o scritte filosofiche e sottolineate da grandi macchie di colore proposte con un segno essenziale su sfondi intensi e brillanti.
Nel globale si può affermare che lo stile di Massucco è caratterizzato da zone variegate di azione separate da linee verticali, oblique, sinuose ed orizzontali che formano rapporti armonici di sottile equilibrio e che tendono a dilatare lo spazio attraverso una composizione ridotta all’estremo dove le cromie la fanno da padrone.
Uno stile storicamente attualissimo e, nel suo caso, particolarmente personale poiché, nel contemporaneo caotico mondo della sperimentazione artistica che, a volte, si riduce al semplice fare eco ai Klee, ai Mondrian, ai Neuwman o ai Pollock fa si che un suo lavoro sia immediatamente riconoscibile anche in mezzo a cento altre opere di millantata tendenza astrattista.
Giorgio Barberis |